Nada del amor me produce envidia

Roberto Rustioni
Venerdì
21.45
60'

Nada del amor me produce envidia è una leggenda metropolitana, una favola dark che sfiora un pezzo di storia argentina del’900, e che, attraverso la scrittura poetica e leggera di Santiago Loza, prende un respiro universale.

La protagonista è una sarta di quartiere dalle mani di fata che crea abiti unici. È la storia di una donna umile che scopriamo nella sua assoluta solitudine, una voce che narra e canta, ma una voce di solito abituata a tacere. La sarta ammira Libertad Lamarque- attrice, cantante, acclamata diva argentina-canta le sue canzoni, la imita, la idolatra. La vita le offre l’opportunità di realizzare un abito da ballo per la star, ma un’altra figura importante dell’epoca reclama il vestito: Eva Peron. Evita, la patria. Quell’abito speciale è conteso da

Libertad ed Evita: per chi non ha mai avuto scelta, è arrivato il momento di scegliere. Nada del amor me produce envidia è un monologo che ha un tono da melò, commovente e divertente al tempo stesso, ma in cui emerge con una forza sorprendente anche una dimensione tragica e politica della protagonista. In questo percorso mi accompagneranno Silvia D’Amico, che andrà ad interpretare la protagonista della pièce (il testo è inedito per l’Italia), insieme a Gabriele Gerets Albanese, autore delle musiche e del tappeto sonoro.

Santiago Loza (1971,Cordoba), è un regista cinematografico,scrittore e drammaturgo argentino. Con i suoi film ha partecipato ad alcuni dei piu’ importanti festivals internazionali, come Locarno, Cannes e Berlino. Le sue opere teatrali sono rappresentate nei circuiti ufficiali ed alternativi di Buenos Aires, e sono state realizzate diverse messe in scena di suoi testi in Cile, Brasile, Stati Uniti, Spagna, Francia. Ad oggi non è mai stato tradotto e rappresentato in Italia.

Roberto Rustioni Nasce a Milano e si diploma alla scuola d’arte drammatica “Accademia dei Filodrammatici” Entra a far parte stabilmente della compagnia di G. Barberio Corsetti e partecipa tutte le produzioni.Contemporaneamente inizia a costruire un percorso autoriale e di regia focalizzato sulle scritture contemporanee e sulla nuova drammaturgia. Tra i suoi spettacoli e progetti: Lucido di Rafael Spregelburd (Premio UBU – miglior novità stranierà 2011), Tre atti unici da Anton Cechov ( segnalazioni e candidature al premio UBU 2013), Being norwegian di David Greig, Ramayana dal poeta indù Valmiki (vincitore Bando Teatri del Sacro 2016), Villa dolorosa di Rebekka Kricheldorf, Donne che sognarono cavalli, di Daniel Veronese, Vaudeville! Atti unici da Eugene Labiche.

La sua ultima creazione è The Dumb Waiter (Il Calapranzi) di Harold Pinter, prodotto dal Teatro Biondo di Palermo che ha debuttato nell’ultima stagione.

Silvia D’Amico per uno strano segno del destino e nessun legame di parentela si diploma nel 2010 all’omonima accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico. Debutta in teatro con Carlo Cecchi, e negli anni a seguire alterna le sue esperienze teatrali (lavora tra gli altri con Giorgio Barberio Corsetti, Andrea Baracco, Roberto Rustioni e Giacomo Bisordi) a quelle cinematografiche. Al cinema debutta con Giuseppe Piccioni, poi lavora con Claudio Caligari, Paolo genovese, Edoardo De Angelis. È protagonista femminile di diverse serie tv tra le ultime A casa tutti bene di Gabriele Muccino. Nel 2026 è candidata ai David di Donatello come attrice non protagonista per il film 3 Ciotole di Isabel Coixet.

Di: Santiago Loza
Regia: Roberto Rustioni
Con: Silvia D’Amico
Dramaturg e sound design: Gabriele Gerets Albanese
Traduzione: Francesco Fava
Produzione: Compagnia Mauri/Sturno
Foto: Anna Faragona

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