
Armande sono io! costituisce la prima creazione di un dittico che Ateliersi dedica a Carla Lonzi, a cui seguirà nel 2026 Taci, anzi parla. Due opere attraverso cui la compagnia compone un’autobiografia di quegli anni dove il personale si fa davvero politico: la vita di una singola donna, fatta di sogni, poesie, riflessioni impietose sui propri rapporti, risuona con la vita di tante altre e si fa specchio di un’intera società che appare intorno a lei.
Lo spettacolo Armande sono io! parte dall’ultima ricerca di Carla Lonzi sul movimento delle Preziose, sviluppatosi in Francia a metà del XVII secolo. Il volume omonimo pubblicato dieci anni dopo la sua scomparsa, nel 1992 a Milano per Scritti di Rivolta Femminile, raccoglie tre testi in cui l’autrice riconosce nell’esperienza delle Preziose un punto di riferimento centrale per il movimento delle donne, la trascrizione di un suo lungo dialogo con Anna Piva del 1981, e gli appunti dei taccuini riempiti durante il lavoro in biblioteca, a stretto contatto con le fonti dirette. Pur essendo un incompiuto, il libro viene considerato oggi come l’opera conclusiva del pensiero della studiosa, un ulteriore capitolo della costruzione del femminismo.
Convinta che il teatro rifletta situazioni reali, l’autrice ricerca nell’esperienza scenica quella qualità delle relazioni che riconosce anche nella vita: la rivendicazione di un proprio
erotismo, l’autocoscienza, l’autoinvestitura del giudizio, quando «non si vogliono concedere determinati privilegi all’uomo». Inizialmente cerca nelle trame delle tragedie classiche, ma è nella lettura delle pièce Les Précieuses ridicules e Les Femmes Savantes di Molière che vede rappresentata la condizione che sta indagando. Lonzi scrive: «Mi hanno fatto pensare all’autocoscienza, una moltitudine di coincidenze mi ha sbalordita, sento miei molti aspetti, molti tratti, penso al senso del gruppo come portatore di una nuova cultura determinata dall’apporto femminile».
Riconosciuto per una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica e musicale, Ateliersi – con la direzione artistica di Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi – opera nell’ambito delle arti performative e teatrali occupandosi di creazione artistica e della cura della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna. La creazione artistica di Ateliersi si compone di opere teatrali con drammaturgia originale e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulino senso intorno
ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Un approccio antropologico all’arte caratterizzato da un’attrazione per l’alterità, dalla predilezione per l’evoluzione culturale come oggetto di studio, dallo sviluppo della dimensione contestuale e dalla sperimentazione di pratiche interdisciplinari.
Di: Carla Lonzi
Ideazione e regia: Fiorenza Menni
Drammaturgia: Sara De Simone, Caterina Venturini, Fiorenza Menni
Consulenza storica: Lorenza Moretti
Con: Fiorenza Menni e Luce Sant’Ambrogio Creazione musicale: Vincenzo Scorza Voce di Armande: Sarah Saidi
Realizzazione costume di Armande: Umberta Burroni
Una produzione: Ateliersi
In coproduzione con: Festival dell’Eccellenza al Femminile
In collaborazione con: Festival della Violenza Illustrata
Con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna
Foto: Margherita Caprilli