Rotte di terra | Zaino

R.A.C. (regist_ a confronto)
Sabato
11.30
Emi’s Bakery

Rotte imperfette – Esercizi di orientamento tra etica e pratiche della regia contemporanea. Formazione registica in Italia.

Con Rotte di terra, R.A.C. prosegue gli appuntamenti di Rotte imperfette – Esercizi di orientamento tra etica e pratiche della regia contemporanea, un ciclo di incontri ed eventi per discutere e partecipare attivamente a un approccio etico, consapevole e rispettoso alla regia teatrale.

Le nostre rotte sono imperfette, ma perfettibili: per questo è essenziale continuare a formarsi e confrontarsi.

A Primavera dei Teatri approfondiremo temi caldi come under 35 & parità di genere, il rapporto tra regia e realtà, e la formazione registica in Italia, con un focus sul “diritto di regia” a cura dell’Avv. Giovanbattista Iazzeolla, primo presidente di R.A.C.

R.A.C. (Regist_ a confronto) è la prima associazione di categoria per registe e registi teatrali in Italia. Nata in seno all’emergenza COVID 19 come tentativo di rispondere ad una crisi di senso in atto da tempo, si pone l’obiettivo di stimolare una modalità alternativa alla tradizionale solitarietà della figura registica, e di promuovere una ridefinizione delle premesse etiche del lavoro di regia.

R.A.C. intende operare per la crescita di un ecosistema teatrale sano e florido in cui registe e registi non siano solo portatori di diverse e originali visioni artistiche, ma anche connettori tra gli enti e le imprese che investono nel loro lavoro e le varie professionalità coinvolte nella realizzazione dei loro spettacoli.

La mission di R.A.C. risiede in una reale assunzione di responsabilità che coinvolga artisti, maestranze, direttrici e direttori artistici e figure dirigenziali, fino a giungere ai maggiori decisori, con il fine ultimo di sanare i dissesti della macchina teatrale italiana.

R.A.C. (regist_ a confronto)

Prima associazione di categoria per registe e registi teatrali in Italia. Nata in seno all’emergenza Covid 19 come spazio di confronto e dibattito, R.A.C. si pone l’obiettivo di superare la oramai consolidata “solitudine” della figura de_ regista, e di promuovere una ridefinizione dei presupposti deontologici del lavoro di regia. L’associazione intende operare per una crescita sana ed equilibrata del sistema teatrale, in cui registe e registi non siano solo portatori di diverse e originali visioni artistiche, ma anche connettori, anelli di congiunzione tra le varie professionalità coinvolte nella realizzazione dei loro spettacoli, figure di riferimento per la loro tutela. R.A.C. è attualmente impegnata a collaborare ai lavori di rinnovo del C.C.N.L. spettacolo dal vivo, curandone nello specifico l’inserimento, per la prima volta, della figura de_ regist_. L’associazione, inoltre, si si sta adoperando per il riconoscimento del diritto di regia come autentico diritto d’autore di un’opera teatrale. R.A.C.cordi! è la principale attività di formazione e confronto ideata e gestita da R.A.C., giunta alla terza edizione, dopo il Campania Teatro Festival nel 2022, e la prima occasione a Primavera dei Teatri nel 2024. Oltre la nuova esperienza di quest’anno a Castrovillari, ci sarà una quarta edizione di R.A.C.cordi! a Roma a luglio 2025, per il festival Sempre più fuori.

Martina Badiluzzi è regista, autrice e interprete. Nel 2019 vince il bando “Biennale College Regia Under 30” della Biennale di Venezia con lo spettacolo The making of Anastasia e, nel 2021, il bando “Fringe Under35” della Fondazione Haydn di Bolzano con Silenzio, libretto originale per un’opera di teatro musicale di cui cura la regia. È stata interprete nello spettacolo Avremo ancora l’occasione di ballare insieme della compagnia Deflorian/Tagliarini. Dirige e scrive una serie di spettacoli dedicati alle biografie di alcune figure femminili letterarie. Penelope una drammaturgia originale dedicata alla figura mitica dell’Odissea, Cattiva sensibilità spettacolo che indaga le questioni della scuola e dell’istruzione attraverso la figura di Jane Eyre e Cime tempestose, dal romanzo di Emily Brontë. Recentemente è stata aiuto regia di Nanni Moretti per lo spettacolo teatrale Diari d’amore sui testi di Natalia Ginzburg. Ha diretto per la Biennale di Venezia la mise en lecture di Così erano le cose appena nata la luce di Rosalinda Conti. Negli ultimi anni si è dedicata allo studio dei linguaggi performativi, alla ricerca di un dialogo possibile tra la scrittura, l’interprete e la scena.

Paolo Coletta è compositore, regista e commediografo, noto per la sua ricerca interdisciplinare tra musica, teatro e cinema. Attore da giovanissimo con Piera Degli Esposti, Gabriele Lavia ed Erhard Stiefel del Théâtre du Soleil. Formatosi alla scuola di pianoforte e violino, ha completato gli studi di Armonia, Teoria e Analisi musicale e Storia della musica nei Conservatori di Napoli e Salerno. Ha approfondito l’analisi dei linguaggi musicali e delle immagini in movimento presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Federico II di Napoli.
Compositore di musiche di scena per il Teatro ufficiale e indipendente.
Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto Le Maschere del Teatro Italiano (2017 e 2021), Ubu 2002 (Progetto Speciale con “Stanza 101”) e il Premio Giuseppe Bartolucci 2001.
Autore di commedie di successo come Che freddo, ragazzi! e Mai dire amore. Da oltre un decennio firma regie di teatro musicale per il Teatro Nazionale di Napoli. Ha diretto Maria Paiato in Madre Courage e i suoi figli e Teresa Saponangelo ne Il segreto del talento (opera per musica scritta con Valeria Parrella). Ha esordito nella lirica nel 2009 al San Carlo di Napoli e al Teatro Stanislavskij di Mosca. Ha diretto un Don Giovanni a L’Avana e la sua opera Il canto dell’amore trionfante, eseguita da oltre 11 anni da enti lirici nazionali e internazionali, è oggi pubblicata in CD da DaVinci Classics.  È docente di Interpretazione e scrittura della canzone teatrale all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma.

Mariano Dammacco, autore e regista teatrale, porta avanti il proprio lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e popolare, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La sua ricerca è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali. Da oltre dodici anni lavora stabilmente con l’attrice Serena Balivo, dando vita insieme a lei, all’esperienza di Piccola Compagnia Dammacco prima e di Dammacco/Balivo poi. Insieme hanno, ad oggi, creato: L’ultima notte di Antonio (2012), L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018), Spezzato è il cuore della bellezza (2020), Danzando con il mostro (2022), La morte ovvero il pranzo della domenica (2024), Arlecchino nel futuro (2024). Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione, di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post) e del Premio Museo Cervi per Esilio, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonio del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16. Numerosi testi degli spettacoli di Dammacco sono stati pubblicati, la pubblicazione più recente è Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono, con apparati critici di Gerardo Guccini, edito per Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, per i caratteri di Luca Sossella Editore.

 

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