
Tra i più importanti registi teatrali del Novecento, la fama di Tairov ha tuttavia vissuto fortune
alterne: schiacciato tra Stanislavskij, creatore del Metodo per l’attore, e Mejerchol’d, ideatore
della biomeccanica e iconico martire del regime sovietico, per Tairov il teatro è innanzitutto
l’arte dell’attore, e dedizione e cura dei dettagli scenici.
Grazie anche all’apporto dell’attrice Alisa Koonen, sua musa e compagna, il suo teatro
riuscirà a ritagliarsi un importante spazio tra i diktat del regime, con capolavori come le
messinscena di Fedra (1922), Desiderio sotto gli olmi (1926) e Tragedia ottimistica (1933).
Il volume, con un ricco apparato iconografico, non solo racconta la parabola artistica di
Tairov, la vita e la fortuna dei suoi spettacoli, ma riporta anche alcune sue preziose lezioni per
gli aspiranti attori.
Silvana de Vidovich, insegnante e traduttrice, nata a Zara in Dalmazia, si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano con specializzazione in lingua e letteratura russa; dopo aver lavorato a Milano presso le case editrici Il Saggiatore e
Feltrinelli, si è trasferita a Roma, dove dal 1978 al 1984 ha ricoperto un incarico a contratto per l’insegnamento di Letteratura e Teatro Russo presso l’Università Gabriele D’Annunzio e, dal 1978 al 2001, ha tenuto la cattedra di lingua e letteratura russa presso la sezione sperimentale del Liceo Mamiani; nel corso della sua carriera si è dedicata allo studio della cultura russa classica e contemporanea, con particolare attenzione alla poesia e al teatro, pubblicando articoli e saggi sulle avanguardie teatrali russo-sovietiche e su vari temi letterari per riviste come Teatro, Sipario, Rassegna sovietica e Rivista di psicologia analitica, collaborando inoltre come traduttrice per Limes; per la RAI ha partecipato a trasmissioni dedicate alla realtà russa e per la televisione ha tradotto il dramma Ivanov di Anton Čechov, andato in onda nel 1987 con la regia di Franco Giraldi; per le edizioni CDE ha scritto l’introduzione al volume
su Boris Pasternak (1983) e alla raccolta di prose e poesie di Josif Brodskij (1988); nel 2006 ha collaborato con il Teatro dell’Opera di Roma come traduttrice di testi poetici e autrice della drammaturgia dello spettacolo Vivo nel fuoco sulla vita di Marina Cvetaeva, mentre nella stagione 2008/09 ha lavorato per il Teatro Mercadante traducendo e curando i testi della trilogia di Aleksandr Suchovo-Kobylin per il progetto I Vespertelli; presso Vallardi ha
pubblicato il volume Storia e Letteratura russa dalle origini al 2000 (2006); tra le sue principali traduzioni si segnalano L’ottobre teatrale di Vsevolod Mejerchol’d (a cura di Fausto Malcovati, Feltrinelli 1977, riedito da Cue Press nel 2020), Il Teatro di Aleksandr Puškin (Garzanti, 1996), una sezione documentaria de L’ultimo atto (a cura di Fausto Malcovati, La casa Usher, 2011) e parte dei testi drammaturgici nella nuova edizione del Teatro di Aleksandr Ostrovskij (Cue Press, 2021); è inoltre autrice del volume A. Tairov: Il teatro delle emozioni (Cue Press, 2025), una dettagliata biografia del regista Aleksandr Tairov corredata da ampia documentazione iconografica sulle attività del suo Kamernyj teatr tra il 1914 e il 1949, e aveva già tradotto e introdotto nel 2019 Appunti di un regista dello stesso Tairov, testo fondamentale sui principi della pedagogia teatrale per la formazione professionale dell’attore.