Frankenstein reading session

Filippo Andreatta | OHT
Mercoledì
23.00
50'
Emi’s Bakery

Con Frankenstein Filippo Andreatta ha affrontato un classico della letteratura occidentale. Ruotando attorno al momento dell’esperimento di Victor Frankenstein sono operati affondi parziali e verticali nel testo, senza limiti di forma, linguaggio e durata. Il romanzo di Shelley diventa materiale da esaminare, sezionare, ricucire, corpo disponibile per esperimenti diversi: uno spettacolo teatrale, una readingsession, un’installazione e infine un libro sono stati generati come parti della stessa operazione che avanza orizzontalmente nella storia per indagarne le sue molteplici ramificazioni. Proprio nel cuore del romanzo l’incontro tra Frankenstein e la sua creatura dà vita a pagine che sembrano lontane dai tratti più conosciuti. Sul Monte Bianco, davanti ad un piccolo fuoco la creatura si espone, prende parola e racconta del lungo apprendimento del linguaggio, del mondo, di sé stesso; in questa narrazione sono la voce con la sua unicità e la parola nella sua dimensione relazionale a svelare aspetti del testo spesso trascurati nelle tante trasposizioni. La reading session appare come forma primigenia dell’indagine performativa di Filippo Andreatta nel materiale letterario di Mary W. Shelley: la lettura collettiva ad alta voce attiva il libro nella sua possibilità di incontro e genera uno spazio informale in cui condividere parti del testo spesso escluse dall’immaginario comune e tracce della ricerca drammaturgica.

Filippo Andreatta è un regista teatrale e artista i cui lavori scardinano la gerarchia della visione e dell’ascolto. Realizza spettacoli, performance e installazioni in contesti urbani, rurali e paesaggi estremi; raggiunge il 79° parallelo nord nell’arcipelago Svalbard per leggere Frankenstein attorno a un fuoco, ha messo in scena il campanile di Curon/ Graun attraverso i tintinnabuli di Arvo Pärt, ha creato Little Fun Palace, una roulotte parassitaria

che ha viaggiato in Europa e Nord America, e fondato la Scuola Nomadica che si muove nelle Alpi contaminando l’arte con le scienze naturali e sociali. Con Office for a Human Theatre [OHT] – lo studio di ricerca che ha fondato nel 2008- ha collaborato a livello nazionale e internazionale con, tra gli altri, Saari residence (FI), Tanz Quartier Wien (AT), Piccolo Teatro di Milano, Schinkel Pavillion Berlin (DE), Biennale di Venezia – Teatro, La Serre Arts Vivants (CA), Pinacoteca Agnelli, the Arctic Circle (NO), Josef and Anni Albers foundation (US), Fondazione i Teatri Reggio Emilia, Short Theatre festival Roma, FAR Nyon festival (CH), Romaeuropa festival, Triennale Teatro Milano, Fondazione TPE di Torino, Whitechapel Gallery Londra

(UK), MAXXI museo delle arti del XXI secolo Roma. Centrale Fies è stata spesso partner sia di produzioni che di debutti. Alcune pubblicazioni intorno a OHT sono Frankenstein If You Love Solitude You Don’t Love Freedom (bruno books, 2024) This curious Manual of Dramaturgy (editions du passage e festival TransAmériques Montréal, 2024) e A Nomadic Book (bruno books, 2025), antologia dedicata alla Scuola Nomadica premiata con l’Italian Council 13 per le pubblicazioni e curata da Filippo Andreatta e Sarah Messerschmidt.

Di: OHT | Filippo Andreatta
Reading session con: Filippo Andreatta
Produzione: Office for a Human Theatre
Con il supporto di: MiC, Fondazione Caritro, di Trento e Rovereto, Provincia Autonoma di Trento

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