I festival teatrali del ‘900

Monica Cristini e Arianna Frattali, Edizioni di pagina
Venerdì
10.30
Emi’s Bakery

I festival teatrali hanno assunto un ruolo decisivo nella storia dello spettacolo
contemporaneo, contribuendo a ridefinire le modalità di produzione, fruizione e trasmissione
del teatro e aprendo un dialogo fecondo tra maestri riconosciuti, giovani artisti, studiosi e
comunità locali. I contributi qui raccolti intrecciano prospettive storiche, estetiche, socio
antropologiche e organizzative, evidenziando come la formula festivaliera sia diventata un
dispositivo culturale capace di rinnovare lo spazio scenico e di favorire una più profonda
penetrazione del teatro nel corpo sociale. Il volume offre dunque una riflessione corale sul
valore dei festival come crocevia di linguaggi e catalizzatori di processi creativi, ma anche
come spazi in cui il pubblico diventa parte attiva di un dialogo più ampio che attraversa i
territori dell’arte, della politica e della vita sociale. Un invito a ripensare il festival non soltanto
come evento, ma come esperienza culturale capace di incidere nel presente e di immaginare
il futuro del teatro.

Monica Cristini è ricercatrice presso l’Università di Verona. I suoi studi più recenti sono
dedicati al teatro Off-Off Broadway, a La MaMa Experimental Theatre, all’Avanguardia
europea e americana e alle teorie e pratiche di Edward Gordon Craig. Tra le ultime
pubblicazioni: Nell’attesa di un terzo dialogo. Le scuole di Gordon Craig per la riforma del Teatro
(Lithos 2022); La MaMa Experimental Theatre: a lasting bridge between cultures. The dialogue
with the European theater in the years 1961-1975 (Routledge 2023); la curatela (con Simona
Brunetti e Peter Eckersall) di Il Nuovo Teatro e l’Avanguardia teatrale. Incontri e influenze oltre i
confini (1948-1981) (Edizioni di Pagina 2024); Uno spettacolo per un caffè. Il teatro La Mama negli
anni dell’avanguardia (Il Rio 2024).

Arianna Frattali è ricercatrice all’Università degli Studi di Milano e studiosa di teatro e
arti performative. I suoi lavori indagano i rapporti tra scena, media, memoria e archivi, con
attenzione al teatro contemporaneo e alla drammaturgia del Settecento. Ha collaborato
con istituzioni universitarie e teatrali in Italia e all’estero ed è autrice di saggi e monografie
su regia, attorialità e culture performative, tra cui si segnalano le più recenti: “Santo Genet”
da Genet per la Compagnia della Fortezza (ETS 2019); Vittorio Gassman attore multimediale
(Cuepress 2021); La drammaturgia aperta dell’Odin Teatret (1974-1984) (Cuepress 2025).

Carlo Fanelli è professore associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici
dell’Università della Calabria. Insegna Drammaturgia e Organizzazione ed economia dello
spettacolo, Istituzioni di fotografia e Istituzioni di cinema al CdS Triennale in Comunicazione
e DAMS, Teorie del teatro e della performance e Filmologia, alla Laurea Magistrale in
Linguaggi della comunicazione e dello spettacolo. Nello stesso Ateneo è componente del
Dottorato in Studi Umanistici. È stato Visiting professor presso la Sorbonne Université
di Parigi. Si occupa di cultura teatrale italiana del Cinquecento ed è autore di studi sulla
Calandra di Bibbiena, la Mandragola di Machiavelli, il teatro di Ruzante e sulla relazione tra
retorica e drammaturgia nel Rinascimento. Ha scritto numerosi saggi sul teatro gesuitico,
sugli autori teatrali dell’epoca e dell’entourage accademico di Bernardino Telesio e sulla
Poetica di Tommaso Campanella. A questi studi incrocia una ricerca sulla ridefinizione del
teatro contemporaneo come “teatro vivente”, ambito nel quale è autore di saggi su Romeo
Castellucci, Socìetas Raffaello Sanzio, Teatro Valdoca, Motus e altri.

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